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Tuesday, 25/04/2017

«Vorrei dare gratis a tutti il mio test anti-cancro»
Uccidere il cancro», più che sconfiggerlo. È un titolo appassionato. Non c'è il distacco che potremmo supporre in una scienziata che da anni vive in laboratorio tra provette e centrifughe, la questione è - anche - personale. «Uccidere il cancro» (Mondadori) è il libro della grande oncologa italiana trapiantata in Francia Patrizia Paterlini-Bréchot, docente di biologia cellulare e molecolare all'Università Paris-Descartes. La incontriamo nel suo ufficio, vicino alla «fotocopiatrice», come lei chiama scherzando il macchinario messo a punto dalla sua équipe. Una specie di scatolone viola che permette di individuare le primissime cellule tumorali nel sangue, quando ancora non hanno formato una massa riscontrabile dalle radiografie o dalla risonanza magnetica, e quando dunque non ci sono ancora metastasi. Basta, basterebbe un normale prelievo del sangue per battere il cancro sul tempo. Nata a Reggio Emilia, Patrizia Paterlini si laurea a Modena. Segue i corsi dell'«Infallibile Maestro», come lei chiama nel libro il professor Mario Coppo, e un giorno in corsia incontra il suo «paziente zero». Quanto ha contato per lei quel paziente?Quanto ha contato per lei quel paziente? «È stato decisivo. Un uomo destinato a morire, in pochi giorni, di cancro al pancreas. Il suo ultimo sguardo è stato rivolto a me, occhi spalancati che mi accusavano: "Mi hai tradita!". In quel momento ho deciso che avrei dedicato la vita a combattere il cancro». Poi è andata a Parigi per uno stage di biologia molecolare, è entrata nella squadra del professor Christian Bréchot e se ne è innamorata, ricambiata. Si è trasferita in Francia e dopo decenni di ricerche ha fatto una scoperta straordinaria, che potrebbe un giorno valerle il premio Nobel. Può parlarcene? «Da circa un anno e mezzo è a disposizione il test Iset (Isolation by Size of Tumor Cells) per l'individuazione delle cellule tumorali nel sangue. Con questo sistema il professor Paul Hofman a Nizza ha scoperto cellule tumorali nel sangue di cinque pazienti a rischio, fumatori affetti da broncopatia, ben prima che il cancro al polmone fosse visibile. Il test è per ora disponibile per aiutare a prevenire le metastasi in pazienti con diagnosi di tumore, anche se non lo si può rifiutare ai soggetti senza tumore che firmano il consenso informato. Costa 486 euro, non ancora rimborsati dall'assistenza sanitaria (Isetbyrarecells.com)». Con quale frequenza bisognerebbe ripetere il test? «Io testo tutti quelli che posso ogni sei mesi. Anche me stessa, e mio marito. Per noi è più facile perché ce lo abbiamo in casa, è difficile dire al pubblico "bisogna ripeterlo ogni sei mesi" quando non è rimborsato». La sua scoperta incontra resistenze? «Il problema è anche culturale, sta nella differenza tra quel che i medici sono pronti a fare su sé stessi e quello che fanno ai pazienti. Per i pazienti si seguono le linee guida, uguali per tutti. È giusto, e "seguire il protocollo" è un modo per mettersi al riparo da eventuali errori e critiche. Il futuro della medicina invece sono cure personalizzate, oltre alle terapie uguali per tutti. Testerei tutta la popolazione gratis ma non posso, è terribile». Ci sono contestazioni? «No, la sensibilità e specificità del test sono ormai convalidate da circa 60 pubblicazioni indipendenti. Non abbiamo milioni di dollari a disposizione per il marketing, avanziamo solo con i risultati scientifici e quindi ci vuole tempo». Avreste bisogno di molti finanziamenti per avanzare? «Sì, ma io sono molto prudente nell'accettarli. Il rischio è che qualcuno arrivi mettendo i soldi, e a quel punto pretenda di predeterminare i risultati degli studi. Piuttosto smetto e mi dedico ad altro». Le mancano i pazienti? «Sì, ma sento che sto facendo qualcosa per salvare ognuno di loro. Dormo tre o quattro ore a notte, non di più. A fine giornata ci sono sempre cose che non sono riuscita a fare, non stacco mai». Un capitolo del libro è dedicato a Giovanna, che lei definisce «la mia migliore collaboratrice». «Il cancro l'ha fermata. Ha combattuto a lungo, poi ha accettato di addormentarsi progressivamente per calmare le sofferenze. Se ne è andata così, con dolcezza e discrezione. Io non potevo che continuare, anche per lei». E le manca l'Italia? «Molto. In Francia ho trovato occasioni che forse in Italia non avrei avuto, ma sono molto riconoscente all'università italiana per la formazione che mi ha dato, all'altezza delle migliori al mondo». Qual è il prossimo passo? «Oggi il test indica se ci sono cellule tumorali nel sangue, e a quel punto bisogna poi cercare l'organo coinvolto con i soliti esami (radiografie, tac). Lavoriamo perché il test in futuro ci dica subito quale organo curare o sorvegliare, e risparmieremo altro tempo prezioso. Le prime cellule tumorali sono sentinelle: danno l'allarme quando la minaccia è lontana, e si fa in tempo a sventarla».
Fonte
corriere.it

Thursday, 20/04/2017

Bresciano dona gli organi, ma è malato di tumore: tre decessi. Indagato un noto primario
Un medico mantovano (di cui non sono state rese note le generalità) risulta indagato per omicidio colposo per la morte di tre pazienti sottoposti a trapianto, deceduti dopo circa un anno dall'operazione a causa di un tumore. Un cancro che era già presente negli organi del donatore, un bresciano che nel 2012 si era tolto la vita con un colpo di pistola, ma che non era stato rilevato dalle analisi mediche. Lo scrive Bresciaoggi. Analisi mediche che si sarebbero dovute fare, biopsia compresa, per scongiurare un eventualità di questo tipo. Proprio per questo motivo il medico mantovano risulterebbe indagato: per non aver portato a termine la biopsia sul donatore. Era malato al pancreas, al fegato e ai reni: gli organi che sono stati donati. I familiari del suicida avevano acconsentito all'espianto degli organi, gesto generoso dopo la morte di un loro caro. Ma il tumore che già esisteva in quegli stessi organi avrebbe portato alla morte di altre tre persone.Bresciano dona gli organi, ma è malato di tumore: tre decessi. Indagato un noto primario. Morti tutti e tre non per un caso di rigetto, ma per la malattia molto aggressiva che in circa 12 mesi li ha debilitati e uccisi. La prima vittima è un 63enne di Vallo della Lucana, piccolo paese della Campania. Operato nel novembre del 2012, è morto meno di un anno dopo, nel luglio del 2013. Dopo di lui altre due vittime, altri due pazienti che appunto avrebbero ricevuto gli organi dallo stesso donatore: in questo caso un altro rene e il fegato. Tutti e due sarebbero morti a meno di un anno dal trapianto, anche in questo caso a causa del tumore. Un'inchiesta che era già stata archiviata, a livello giudiziario. Ma che indagini ulteriori hanno portato a riaprire: e ad oggi, appunto, l'unico indagato risulta essere un medico mantovano, tra l'altro un primario molto conosciuto.
Fonte
bresciatoday.it

Saturday, 29/04/2017

La colazione perfetta per dimagrire
Esiste la colazione che aiuta a dimagrire? Sì, ed è quella che dà più energia. Dolce o salato? Proteine o frutta? Tutti gli ingredienti che non possono mancare. La colazione deve fornire il 25% dell'apporto energetico giornaliero, arrivando fino a 500 calorie. Esiste la formula perfetta? Sì. Per prima cosa non dovete mai saltarla, né limitarvi a bere un caffè al volo. Il rischio è quello di mangiare il doppio durante la giornata e vanificare la dieta. La seconda regola è evitare i cibi processati e gli zuccheri raffinati. Quindi no a biscotti (sono al massimo concessi quelli di riso o integrali), cornetti, brioche e tutti i cereali molto buoni ma iper zuccherati e ricchi di grassi saturi. La combinazione perfetta: una tazza di tè oppure di tè matcha con latte vegetale, un caffè o un caffè d'orzo, una fetta di pane integrale con marmellata oppure con una fetta di tacchino al forno, avocado oppure un uovo. Se siete da cereali, scegliete la crusca o l'avena che sono ricchi di fibre, aggiungeteli a uno yogurt magro e decorate il tutto con frutta fresca. Il toast goloso: se vi svegliate con la voglia di dolce seguite la ricetta della fitness blogger Kayla Itsines che a uno smoothie proteico affianca un toast con burro di arachidi e banana. l porridge: è diventata la colazione più cool della rete. Se all'avena aggiungete frutta, frutta secca, scaglie di cioccolato o miele può diventare piuttosto calorico. Ma ci sono parecchi pro: è ricco di fibre e regola l'appetito, è una colazione completa che apporta la giusta energia per affrontare la giornata, è fonte di vitamina A, di aminoacidi essenziali e di grassi omega 6. Con il porridge vi sentite sazie a lungo e trattandosi di carboidrati complessi mantiene il livello degli zuccheri costante. La ricetta energetica ideale per la dieta: tre cucchiai di avena, due albumi, una mela e un po' di cannella. Cuocete in miconde per qualche minuto e voilà.
Fonte
vanityfair.it
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